Istituto: ALSP
Numero: 560
data: 11 marzo 2026
Compilatore: Fabio Caffarena
Collocazione: solo riproduzione
Autore del testo
Primo autore
Cognome Nome: Bigatto
Sesso: M
Date: 1898-?
Luogo nascita: Savona
Mestiere/professione: operaio elettricista
Livello scolarizzazione: elementare
Altre notizie: frequenza di un anno di una scuola professionale
Denominazione/consistenza
Titolo: Memorie di un porta ordini
Titolo schedatore: Memoria Bigatto (1916-1919)Consistenza: 38 quaderni
Natura del testo in sede
Natura del testo: copia
Natura copia: digitale
Trascrizione: si (a cura di Elisabetta Bertelli)
Storia del testo - Contesto archivistico
Luogo conservazione: privati
Circost. prod.: Prima guerra mondiale
Tempo scritt.: 1922 e 1928
Contesto arch: Archivio di famiglia
Docum. associati: fotografie, missive, documenti vari
Tipologia testuale
Tipol. dominante: Memoria
Descrizione contenuto
Abstract: Giovanni Bigatto, classe 1898, frequenta a Savona la scuola elementare e un anno di scuola professionale, quindi comincia a lavorare come elettricista, ma da autodidatta cerca di studiare “per conto suo”, come annota. All’inizio del 1917 è assegnato al Distaccamento militare di Casale Monferrato (Alessandria). Partecipa alla Prima Guerra Mondiale sul fronte del Carso come soldato semplice nel 79° battaglione Genio Zappatori, incaricato di svolgere il compito di portaordini. L’arruolamento e l’esperienza bellica inducono Giovanni a raccogliere appunti che invia a casa con preghiera di conservarli accuratamente, esponendosi ai gravi rischi legati al divieto di spedire scritti non sottoposti a censura. Si tratta di annotazioni risalenti al periodo dicembre 1916–dicembre 1919, rese talvolta illeggibili dall’acqua o dal fango, che l’autore stesso non riuscirà in qualche caso a decifrare quando – nel 1922 – comincerà a tradurle in una memoria (rivista nel 1928). Il testo, composto da una quarantina di quaderni, descrive dettagliatamente le azioni belliche a cui il soldato partecipa, le condizioni di vita, i traumi, riportando anche riflessioni personali sull’esperienza vissuta e perfino note intime legate alle esperienze sentimentali. Giovanni viene catapultato in una realtà violenta e totalizzante nella quale sviluppa un senso di profondo cameratismo. Crede nella pace tra le nazioni, ma rifiuta l’antimilitarismo e ritiene che l’Italia dovrebbe essere governata dai reduci. Scritta in anni cruciali dal punto di vista politico e sociale, la memoria evidenzia posizioni antibolsceviche, ma soprattutto disillusione e sfiducia nei confronti della classe politica e dirigente. Bigatto scrive le sue memorie di guerra per il dovere di farsi portavoce di eventi cruciali della storia nazionale, ma anche per mettere ordine nel proprio vissuto, alla luce di un’esperienza che lo ha segnato in modo indelebile.
Soggetti: Prima guerra mondiale
Pers. straord.: Emanuele Filiberto di Savoia (Duca d'Aosta), Giannino Antona Traversi (commediografo, scrittore e senatore tra il 1929 e il 1939), Francesco Baracca
Eventi straord.: Rotta di Caporetto, abbattimento dell'asso dell'aviazione Francesco Baracca
Luoghi racc.: Savona, Casale Monferrato, Carso, f. Isonzo, Redipuglia, Caporetto, Ruda, Saliceto, Paradiso, Latisana, Mandrisio, f. Livenza, f. Piave, Montello, Camalò, Nervesa, Albaredo, Montebelluna, Monte Grappa, Castelli di Monfuno, Pordenone, Castelfranco Veneto
Estremi crono: 1916-1919
Descrizione supporto
Descrizione supporto: 38 quaderni rilegati in un unico volume, in buono stato di conservazione