Il workshop si articola in tre incontri formativi condotti da archivisti, curatori e docenti, pensati per fornire un solido inquadramento teorico-critico e metodologico dell’ALSP e del materiale selezionato. Le attività laboratoriali coinvolgono i partecipanti in pratiche di lettura condivisa, esercizi di metodo per la ricerca d’archivio ed esplorazioni visive e narrative dei documenti. L’intero percorso mira a favorire una relazione consapevole e personale con i documenti, ponendo le basi concettuali per lo sviluppo delle opere artistiche.
Primo incontro
L’archivio come dispositivo culturale – in Accademia
Il primo incontro introduce il concetto di archivio come dispositivo culturale e politico che ha il potere di costruire immaginari, stabilendo gerarchie e decidendo cosa includere e cosa escludere dalla narrazione. Attraverso una selezione di casi studio, si analizzano pratiche artistiche contemporanee che lavorano con materiali d’archivio per fornire una cornice teorica e visiva entro cui collocare il lavoro successivo.
Qui di seguito l'abstract dell'intervento di Anna Costantini: "Se si pensa all’archivio come un dispositivo di mera conservazione, la storia dell’archivio di Germano Celant (1940-2020) rappresenta un’esperienza che si è basata al contrario su una pratica sempre in fieri, in perpetua rielaborazione critica. Istituito ufficialmente nel giugno del 1970 con il nome di Information Documentation Archives ma nato in realtà già nei primi anni Sessanta, l’archivio del critico genovese si è configurato fin da subito come uno strumento di «azione storica» sincronico rispetto al lavoro artistico".
Qui di seguito l'abstract dell'intervento di Luca Orecchia: "Quali relazioni intercorrono tra la pratica dell’archiviazione e quella del disegno? Alcune questioni per esplorare un possibile itinerario tra osservazione, memoria e tracciato, incorporazione e archivio: cosa comporta la pratica del tracciare una linea? In che modo passato, presente e futuro si manifestano in essa? Cosa muove la mano e cosa trattiene la linea?"
Secondo incontro
L’ALSP e le scritture popolari - Disfor
Il secondo incontro è dedicato alla conoscenza diretta dell’ALSP in cui viene presentata la storia dell’archivio, la sua missione e le modalità di raccolta dei materiali, con un focus specifico sulle scritture popolari e sul loro valore storico. Attraverso la lettura condivisa di alcune fonti si riflette sulle tipologie documentarie e sui temi ricorrenti. Il lavoro collettivo porterà all’individuazione di alcune traiettorie tematiche trasversali ai diversi ambiti dell’archivio.
Terzo incontro
La ricerca d’archivio: metodi e pratiche - Disfor
Il terzo incontro affronta la ricerca d’archivio come pratica metodologica. In una prima fase viene delineata una metodologia “macro”, utile a orientarsi all’interno di un archivio: definizione del campo di ricerca, formulazione delle domande, selezione dei materiali. A seguire, l’attenzione si sposta sulla metodologia “micro”, concentrata sull’analisi puntuale del documento: contesto storico minimo, linguaggio, forma, condizioni materiali, implicazioni emotive e immaginative. Un esercizio corale guida il gruppo nell’analisi condivisa di una fonte selezionata da cui estrarre parole chiave, immagini evocative, tensioni narrative e suggestioni visive.
Incontri liberi in archivio
Ricerca autonoma – Disfor
La fase conclusiva è dedicata alla ricerca individuale in archivio in cui ogni partecipante seleziona il materiale su cui lavorare — un singolo documento o un corpus — sviluppando un percorso personale di approfondimento. Vengono forniti riferimenti bibliografici di supporto e suggerimenti metodologici, con un accompagnamento leggero volto a sostenere le diverse direzioni di ricerca.