Il progetto di ricerca Vox populi promosso dall’Università di Alcalá de Henares si inserisce nel campo della storia sociale e culturale della scrittura e nasce con l’obiettivo di riportare al centro dell’analisi storica le “scritture del margine”, ovvero quelle forme di espressione scritta prodotte da individui e gruppi tradizionalmente esclusi dai circuiti ufficiali della cultura e del potere.
Attraverso lo studio di spazi, pratiche e strategie di visibilità, il progetto indaga come queste scritture – lettere private, diari, graffiti, memoriali, testi autobiografici popolari, scritture di protesta o di necessità – siano nate, circolate e, in alcuni casi, siano riuscite a emergere nello spazio pubblico tra età moderna e contemporanea. Vox populi non si limita a chiedersi che cosa sia stato scritto, ma soprattutto chi ha scritto, in quali condizioni, con quali finalità e quali significati sociali abbiano assunto questi testi nel tempo.
All’interno di questo quadro di ricerca, un ruolo di particolare rilievo è svolto dall’Archivio Ligure della Scrittura Popolare, che rappresenta un punto di riferimento fondamentale per lo studio delle scritture non ufficiali in ambito italiano ed europeo. Il contributo dell’Archivio è cruciale sia sul piano documentario sia su quello metodologico: grazie alla conservazione, catalogazione e valorizzazione di un vasto patrimonio di scritture popolari, l’Archivio offre materiali indispensabili per analizzare le forme concrete attraverso cui uomini e donne comuni hanno utilizzato la scrittura come strumento di espressione, memoria e affermazione di sé.
Nel suo insieme, Vox populi propone una lettura innovativa della cultura scritta, mostrando come anche le voci più deboli o silenziose abbiano lasciato tracce significative. Anche grazie al contributo dell’Archivio Ligure della Scrittura Popolare, queste tracce non solo vengono preservate, ma diventano strumenti essenziali per comprendere la complessità delle società del passato e del presente.