Ricerca - Didattica

Non da oggi la riflessione sulle metodologie didattiche, particolarmente nell'ambito dell'insegnamento della storia, ha segnalato la necessità di umanizzare il racconto storico avvicinandolo alla vita quotidiana di uomini donne e bambini. Ciò non significa assimilare la narrazione storica alla narrazione letteraria, la costruzione documentaria a quella immaginaria, che sono entrambe importanti ma vanno tenute distinte. Né significa rinunciare a collocare le vite della gente “senza storia” sullo sfondo di precisi contesti, di grandi eventi e di lenti processi e a segnalarne i mutamenti nel tempo.

Secondo il parere di numerosi studiosi e osservatori, esiste oggi un rischio di immersione totale nel presente, con la perdita simultanea e complementare del senso del passato e di quello del futuro. Far partire la riflessione sul passato dalle “testimonianze dei nonni” è spesso indicato come un approccio valido al problema, naturalmente evitando la tentazione della banalizzazione talvolta presente negli usi mediatici. Sulla relazione tra storia narrata in ambito familiare, storia divulgata attraverso i media audiovisivi e conoscenza storica tout court è in corso un dibattito e non si può pensare a una riduzione della storia alla memoria personale, familiare o di comunità. Nondimeno non si può negare l'importanza non solo delle testimonianze orali, ma anche e soprattutto di quelle scritte per via della loro durata nel tempo. Grazie alla scrittura, la soggettività e la quotidianità di uomini e donne comuni possono entrare nella storia e nella sua divulgazione in una dimensione che supera quella del numero e dell'anonimato, ossia del riferimento a grandi masse indifferenziate e amorfe. Ed è dunque evidente anche da questo punto di vista la valenza dei materiali conservati nell'ALSP nella formazione degli operatori scolastici e culturali e nella loro attività didattica.

                                                                        

Progetto di ricerca (2024)

L’eredità della seconda guerra mondiale nella memoria della terza generazione (1965-1985)

Di Gianluca Cinelli e Patrizia Piredda

L’eredità della seconda guerra mondiale ha influenzato profondamente la società italiana ed europea, anzitutto radicandosi nel tessuto linguistico, culturale ed emotivo degli individui. Questa eredità, per lungo tempo trasmessa nei “racconti dei nonni”, come memoria famigliare e domestica, si è poi modificata attraverso le due “rivoluzioni” politiche del 1968 e del 1990 e quella tecnologica nei primi anni Duemila.

Questo progetto aspira a comprendere come l’eredità della seconda guerra mondiale si sia evoluta in Italia dal 1990 ad oggi attraverso la raccolta di interviste orali con individui di “terza generazione”, ovvero nati tra il 1965 e il 1985.

Le interviste, realizzate con tecnologia digitale e messe in dialogo con le fonti di scrittura popolare conservate presso l’ALSP, forniranno un osservatorio sull’evoluzione della memoria storica, affrontando numerosi argomenti di interesse attuale come alimentazione, ambiente e sostenibilità, le migrazioni, la percezione della diversità, l’identità di genere, l’impatto della tecnologia nei processi di comunicazione e il rapporto fra individuo e istituzioni politiche. Le fonti orali, studiate in comparazione con quelle scritte, permetteranno di individuare modalità di registrazione, conservazione e trasmissione della memoria che non si limitano alla dimensione privata e intima, bensì si prestano ad essere esaminate come strumenti di conoscenza storica e innovazione metodologica.

La ricerca, di natura multidisciplinare, includerà approcci metodologici di Storia Orale, Storia Culturale, Storia delle Emozioni, Filosofia del Cibo e Etica dell’Alimentazione, Filosofia del Linguaggio e Teoria della Narrazione. Il progetto produrrà un archivio orale conservato presso l’ALSP, una serie di pubblicazioni scientifiche basate sull’analisi delle interviste, attività didattiche e programmi di divulgazione per il grande pubblico.